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“Una volta che conosci l’amore, non puoi lasciarlo”: la famiglia agostiniana celebra la vocazione con un concerto-testimonianza

Religiosi, religiose, coppie di sposi e giovani laici hanno condiviso le loro testimonianze di fede e di vocazione in un concerto-testimonianza della famiglia agostiniana segnato dalla musica, dalla preghiera e dall'esperienza comunitaria.

Fra Alfonso Davila, OAR · 5 min di lettura Condividi

Celebrare la vocazione e ricordare che la fede e la chiamata di Dio sono le note che danno senso alla sinfonia della vita. Questo è stato lo spirito del concerto-testimonianza organizzato dalla famiglia agostiniana, una serata segnata dalla musica, dall’emozione e dalla forza delle testimonianze vocazionali condivise da religiosi, religiose, coppie di sposi e giovani laici legati al carisma di Sant’Agostino.

L’incontro è stato animato musicalmente dalle sorelle agostiniane del Monastero della Conversione, che hanno accompagnato con i loro canti un evento incentrato sul mostrare come Dio continui a chiamare oggi nel mezzo della vita quotidiana.

“Non ho imparato a suonare la chitarra, ma ho trovato Cristo”

Il primo a condividere la propria esperienza è stato fra Abraham Montoya, agostiniano recolletto della Provincia di San Nicola da Tolentino dell’Ordine degli Agostiniani Recolletti. Con familiarità e semplicità ha raccontato come la sua storia vocazionale sia cominciata con un invito apparentemente semplice: imparare a suonare la chitarra nel coro parrocchiale.

“Ci andavo solo perché volevo imparare la chitarra”, ha confessato sorridendo. Tuttavia, anche se non è mai riuscito a imparare lo strumento, quel cammino lo ha portato a scoprire l’Eucaristia, la comunità cristiana e il carisma degli Agostiniani Recolletti. “Non ho imparato a suonare la chitarra, ma ho trovato Cristo”, ha riassunto.

Fra Abraham ha ricordato come la convivenza con i religiosi abbia risvegliato in lui il desiderio di seguire Gesù. Dopo un tempo di discernimento, una relazione sentimentale e un periodo di lontananza dalla Chiesa, ha ritrovato Dio grazie agli Agostiniani Recolletti e a una convivenza della Settimana Santa. “Ho sperimentato l’amore e la misericordia di Gesù Cristo e ho capito che volevo che tutti conoscessero quell’amore”, ha affermato.

Una vita segnata dallo spirito agostiniano

La seconda testimonianza è stata quella della coppia formata da Julio e Julia, profondamente legati alla spiritualità agostiniana fin dalla giovinezza. Lei è cresciuta nella parrocchia de la Paz di Pamplona e lui è un ex alunno del Colegio Agustiniano di Madrid. Entrambi vivono oggi la loro fede nella parrocchia de la Consolación di Madrid, accompagnati da comunità e gruppi legati agli Agostiniani Recolletti.

La coppia ha ricordato di essersi conosciuta grazie a una Pasqua giovani organizzata dai Recolletti. “Gli Agostiniani Recolletti ci hanno fatto conoscere e grazie alla loro vicinanza abbiamo potuto incontrarci”, hanno raccontato commossi.

Dopo oltre trent’anni di matrimonio, hanno sottolineato come lo spirito di Sant’Agostino abbia segnato tutta la loro vita familiare. “La nostra vita è sempre stata legata agli Agostiniani Recolletti”, ha spiegato Julio, che ha anche raccontato con umorismo come entrambi desiderino rimanere legati alla famiglia agostiniana “fino alla fine dei loro giorni”.

Scoprire Dio nel quotidiano

La terza testimonianza è stata quella di Blanca Antolín, giovane legata fin da bambina agli Agostiniani Recolletti di Granada, che attualmente è in formazione per diventare Missionaria Agostiniana dell’Ordine di Sant’Agostino.

Blanca ha spiegato di aver scoperto fin da giovanissima che il carisma agostiniano era il luogo in cui poteva essere sé stessa e vivere una fede autentica. “Dio mi ha chiamata nel quotidiano, nella vita di ogni giorno”, ha affermato.

La giovane ha ricordato che, poco a poco, il Signore ha conquistato il suo cuore attraverso piccole responsabilità, la vita comunitaria e il servizio agli altri. Nelle Missionarie Agostiniane ha trovato la possibilità di unire le sue due grandi vocazioni: la vita consacrata e l’educazione. “Voglio portare ad altri la gioia e la pace che ho trovato in Dio”, ha assicurato.

“La fede non si può vivere da soli”

Successivamente hanno condiviso la loro esperienza due giovani laici agostiniani: Daniel, ex alunno del collegio de la Inmaculada delle Missionarie Agostiniane, e Mariano, ex alunno del Collegio San Agustín.

Daniel ha spiegato di aver scoperto la spiritualità agostiniana nei gruppi giovanili, nei campi estivi e nella vita comunitaria. Dopo aver attraversato una profonda crisi personale e spirituale, ha sperimentato di nuovo l’amore di Dio in modo trasformante. “Quando conosci quell’amore, non hai più la possibilità di allontanarti”, ha affermato commosso.

Da parte sua, Mariano ha incentrato la sua testimonianza sull’importanza della comunità e delle persone che Dio mette sul cammino. Catechista e animatore di campi estivi, ha spiegato come l’esperienza condivisa con altri giovani e con i bambini che accompagna lo abbia aiutato a crescere nella fede e a riconciliarsi con sé stesso. “La fede non si può vivere da soli; abbiamo bisogno di camminare in comunità”, ha sottolineato.

Il silenzio e la preghiera della vita contemplativa

L’ultima testimonianza è stata quella di suor Alicia, monaca agostiniana contemplativa del monastero di San Ildefonso di Talavera de la Reina. La religiosa ha raccontato di aver scoperto nella vita agostiniana contemplativa una risposta alla profonda ricerca di amore e di senso che abitava nel suo cuore.

Suor Alicia ha spiegato che la vita contemplativa ha ancora molto da offrire al mondo di oggi, soprattutto in mezzo al rumore e alla superficialità. “Il mondo ha bisogno di ascoltare”, ha affermato, sottolineando il valore del silenzio, della preghiera e dell’interiorità.

La religiosa ha ricordato anche che la vita donata non è una vita perduta, ma pienamente feconda: “Una vita che si dona è una vita piena di senso”.

Un canto di gratitudine alla vocazione

Il concerto-testimonianza si è concluso con alcune parole di ringraziamento di fra Francisco Oyanguren, promotore vocazionale della Provincia di San Nicola da Tolentino dell’Ordine degli Agostiniani Recolletti e membro della commissione FAE Vocazioni, che ha incoraggiato i presenti a continuare a vivere e promuovere la vocazione come chiamata all’amore, alla comunità e al servizio.
L’incontro si è concluso con la presentazione dell’inno ufficiale della Famiglia Agostiniana per questa visita, composto da suor Lilian García, Agostiniana dell’Amparo.

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