Leone XIV prima di essere Papa: l’omelia completa che ha commosso il Santiago Bernabéu
Il frammento dell'omelia di Papa Leone XIV proiettato al Santiago Bernabéu fu pronunciato il 26 novembre 2006 nella parrocchia di Santa Rita a Madrid, degli Agostiniani Recolletti. L'allora Priore Generale dell'Ordine di Sant'Agostino rifletté sul Regno di Dio, sulla povertà evangelica e sul servizio ai più bisognosi.

Il frammento proiettato durante l’incontro dell’Arcidiocesi di Madrid allo stadio Santiago Bernabéu appartiene a un’omelia pronunciata dall’allora Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, oggi Papa Leone XIV, il 26 novembre 2006 nella parrocchia di Santa Rita a Madrid, affidata agli Agostiniani Recolletti.
La voce che migliaia di persone hanno ascoltato di recente allo stadio Santiago Bernabéu durante l’incontro diocesano di Madrid era quella di colui che anni dopo sarebbe stato eletto Successore di Pietro. Il frammento proiettato apparteneva a un’omelia pronunciata dall’allora padre Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV, durante la celebrazione della solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo nella parrocchia di Santa Rita a Madrid, il 26 novembre 2006.
In quel periodo Prevost svolgeva il servizio di Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino e partecipava alle celebrazioni conclusive del Giubileo Agostiniano, che aveva commemorato diversi avvenimenti significativi per la famiglia agostiniana, tra cui i 1650 anni dalla nascita di Sant’Agostino e i 750 anni della Grande Unione dell’Ordine.
Un invito a costruire il Regno a partire dalla carità
L’omelia ruota attorno al significato del Regno di Cristo e alla vocazione dei cristiani a essere testimoni del Vangelo attraverso il servizio ai più bisognosi. Partendo dal Vangelo di Matteo e dal brano del giudizio finale —«Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare»—, l’attuale Pontefice sottolineò che l’amore per i poveri è un’espressione concreta della sequela di Gesù Cristo.
Ispirandosi a Sant’Agostino, ricordò che Cristo si rende presente in coloro che soffrono e affermò che ogni gesto di solidarietà verso i più piccoli è rivolto al Signore stesso. La celebrazione del Giubileo Agostiniano, spiegò, poteva essere compresa pienamente solo alla luce di quella chiamata evangelica all’amore per Dio e per il prossimo.
Una riflessione di grande attualità
Uno degli aspetti più sorprendenti del testo, letto oggi alla luce del pontificato di Leone XIV, è l’attualità delle sue preoccupazioni pastorali. L’allora Priore Generale metteva in guardia dal rischio dell’indifferenza verso i poveri, denunciava il materialismo e il consumismo e chiedeva forme autentiche di povertà evangelica e di impegno per la giustizia sociale.
Invitava inoltre le comunità cristiane a diventare una presenza profetica nel mondo, capace di annunciare la verità e la speranza attraverso uno stile di vita coerente con il Vangelo.
«Oggi il mondo ha bisogno, soprattutto, di testimoni credibili»
L’omelia culmina con una delle espressioni che meglio sintetizzano il suo messaggio. Riprendendo un insegnamento di San Giovanni Paolo II, Prevost affermava che l’evangelizzazione più efficace consiste nel manifestare la presenza di Cristo con la propria vita e concludeva con un’affermazione di piena attualità: «Oggi il mondo ha bisogno, soprattutto, di testimoni credibili».
Quel messaggio, pronunciato quasi vent’anni fa in una parrocchia degli Agostiniani Recolletti a Madrid, è risuonato di nuovo davanti a migliaia di persone al Santiago Bernabéu. Un intervento che permette di scoprire alcune delle linee spirituali e pastorali già presenti in colui che oggi guida la Chiesa universale come Papa Leone XIV.