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Storia della presenza agostiniana alle Canarie

Nel contesto del viaggio di Papa Leone XIV in Spagna, ricordiamo la storia degli agostiniani nelle Isole Canarie, una delle mete del pontefice nel percorso che compirà in Spagna dal 6 al 12 giugno. La presenza dell'Ordine di Sant'Agostino nelle Isole Canarie risale al XVI secolo, con religiosi agostiniani della Provincia agostiniana di Santa Chiara da Montefalco che vivevano nell'isola di Tenerife, dove si arrivò ad avere fino a sette conventi con le rispettive chiese, e da dove gli agostiniani si diffusero verso l'America. L'unico convento esistente in quell'epoca al di fuori dell'isola del Teide si trovava a Gran Canaria.

Amparo Latre · 4 min di lettura Condividi

La Laguna

Il convento agostiniano più antico e importante, quello dello Spirito Santo, si trovava nella città di La Laguna e risale al XVI secolo. Fu sede per tre anni (1740-1743) della celebre Università di Sant’Agostino, la prima delle isole.

Il promotore di questo progetto culturale fu un illuminista, fra Gaspar de Herrera, di La Orotava. Ebbero però un ruolo importante nel suo sviluppo anche fra Antonio Jacob Machado, membro della Società Economica, fra José González de Soto di Icod de los Vinos, e fra Antonio Raymond.

Taraconte

Storicamente, la sede successiva fu il convento e la chiesa del Santissimo Cristo di Tacoronte, ancora oggi oggetto di grande devozione. A poco a poco gli agostiniani si stabilirono in altre quattro località dell’isola: Los Realejos, Icod de los Vinos, La Orotava e Vilaflor de Chasna.

A Los Realejos sorsero due conventi agostiniani, uno di frati e uno di monache, l’unico monastero femminile di monache agostiniane delle Canarie, intitolato a Santa Monica. A Icod esisteva il convento degli agostiniani con la sua chiesa, oggi chiesa di San Sebastián. E a Vilaflor gli agostiniani fondarono il convento di Santa Caterina Martire ma, purtroppo, non ne resta più nulla. Nel 1671 fu fondato l’ultimo, a La Orotava: il convento e la chiesa di Nostra Signora della Grazia, nella plaza de la Constitución, uno spazio anticamente noto come Llano de San Roque.

Oggi l’importanza degli agostiniani in questo luogo è ricordata dalla calle San Agustín, dal Centro per anziani San Agustín, dalla Casa della Cultura San Agustín e da una statua di Sant’Agostino nella stessa chiesa di Nostra Signora della Grazia.

Gran Canaria

Al di fuori di Tenerife, l’unica isola in cui si stabilirono fu Gran Canaria, con il convento e la chiesa agostiniani del “Cristo de la Veracruz” di Las Palmas de Gran Canaria. Oggi la chiesa si conserva e il convento è diventato la sede dell’Audiencia (Corte superiore) delle Canarie. In generale, infatti, gli antichi conventi di Tenerife sono stati trasformati in centri culturali, istituti scolastici o municipi, anche se alcuni edifici sono andati perduti a causa di incendi avvenuti negli anni Sessanta del secolo scorso.

Dalle Canarie gli agostiniani si diffusero verso l’America, negli attuali Colombia, Venezuela, Messico ecc. Uno di loro, fra Matías de Escobar y Llamas, scrisse la storia della provincia agostiniana di Michoacán (Messico), essendo cronista dell’Ordine.

Agostiniani della Provincia delle Filippine

Di nuovo a Tenerife, ormai nel XX secolo, la Provincia del Santissimo Nome di Gesù delle Filippine diresse il suo celebre collegio di Puerto de la Cruz, dove studiarono generazioni di abitanti della città, fino alla chiusura nell’anno scolastico 1995-96. È in questa località della Valle de La Orotava che sopravvive l’unica comunità agostiniana delle Canarie, oggi appartenente alla Provincia di San Giovanni da Sahagún, con il suo priore, P. Ángel Andrés Blanco.

La comunità agostiniana vive nella casa parrocchiale di Nostra Signora della Peña de Francia del comune di Puerto de la Cruz, la cui parrocchia, insieme a quella di Nostra Signora de la Peñita, è affidata a un’équipe parrocchiale. P. Ángel Andrés, spagnolo di 77 anni, ne è il coordinatore; ne fanno parte anche P. Manuel Ángel Andrés Alegre, spagnolo, di 96 anni, P. Aldrin Alvarado, 45 anni, delle Filippine, e P. Jojo Neyssery Lonankutty, dell’India, anche lui di 45 anni.

La storia degli agostiniani alle Canarie ha lasciato un’impronta nell’architettura, nelle chiese, in parte delle immagini e degli oggetti religiosi (quelli che non andarono perduti con la Desamortización e che oggi si trovano in diverse parrocchie), nella cultura, nella società e nella toponomastica di vie e piazze di molte località, così come in una concezione della vita religiosa trasmessa nel tempo. Una storia che Papa Leone XIV, anch’egli agostiniano e di ascendenza canaria, avrà senza dubbio presente nella sua prossima visita alle Isole nel giugno di quest’anno 2026.

Oggi

Oggi gli agostiniani accompagnano la comunità cristiana di Puerto de la Cruz nel servizio sacramentale, in particolare con le Messe in diverse lingue, nel servizio della carità e nell’accompagnamento delle confraternite. Recentemente il Priore Provinciale della Provincia di San Giovanni da Sahagún ha visitato la comunità parrocchiale di Puerto de la Cruz e ha conosciuto più da vicino tutto il lavoro svolto da questa piccola parrocchia agostiniana della Diocesi di Tenerife, che attende a braccia aperte la visita di Papa Leone XIV.

(*) Il contenuto di questo articolo è tratto da un’intervista realizzata da Agapito de Cruz Franco al dottore in Storia e professore ordinario di Storia dell’America all’Università di La Laguna (ULL) Manuel Hernández González, pubblicata sulla rivista “Rescoldos”, edita a Valladolid dall’Associazione degli Ex Seminaristi Agostiniani Filippini (ASAF).

 

 

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